cinema

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mercoledì 15 settembre 2010

ALBERT CAMUS

LO STRANIERO

ALBERT CAMUS - 1940
edizione francese con copertina di De Stael

Nella seconda parte di questo romanzo senza fede, quando è chiara la direzione che ha preso la vicenda, Camus ripete in modo insistito alcune parole: caso, meccanica/meccanismo, macchina.
Come il meccanismo della punizione non contempla fallimento così il volgere dei fatti non può che condurre Meursault a quell'esito che ogni più piccolo evento ha concorso a determinare. L’étranger è una macchina, un meccanismo che una volta innescato procede inevitabilmente verso la sua conclusione. Ha allora un suo ruolo ‘casuale’ e ‘causale’ un caffè bevuto, una sigaretta fumata, la visione di un film e quale film, una lettera scritta, una frase detta o non detta.
In questo ordigno inesorabile che è la vita, non ci sono valori: niente vale per la conquista della salvezza quando non c’è salvezza. Non Dio, non la Storia, non la Verità.
E si capisce perché Camus abbia preso le distanze da Sartre e dal comunismo e come la gauche engagée lo abbia a sua volta tenuto a distanza.
Lo straniero non è un romanzo esistenzialista. Meursault è felice nel suo vivere entro i confini del proprio essere. Gusta il piacere della sera estiva, dell’amore, del mare; offre amicizia e conforto sinceri.
Ma Meursault è colpevole e la giustizia, con le sue finzioni al servizio della verità, deve fare il suo corso. Camus costruisce un monumento all’uomo moderno, all’uomo normale, come si definisce lo stesso protagonista, costruisce un romanzo perfetto che lascia un’impronta profonda anche se amara.

mercoledì 28 luglio 2010

UMBERTO SABA / NICOLAS DE STAEL

CORRISPONDENZE

UMBERTO SABA

Sui gradini un manipolo sparuto
si riscaldava di se stesso.
                                    E quando
- smisurata raggiera - il sole spense
dietro una casa il suo barbaglio, il campo
schiarì il presentimento della notte.
Correvano su e giù le maglie rosse,
le maglie bianche, in una luce d'una
strana iridata trasparenza. Il vento
deviava il pallone, la Fortuna
si rimetteva agli occhi la benda.

Piaceva
essere così pochi intirizziti
uniti,
come ultimi uomini su un monte,
a guardare di là l'ultima gara.

TREDICESIMA PARTITA da Il Canzoniere


NICOLAS DE STAEL Parco dei Principi 1952

NICOLAS DE STAEL

MARTIGNY - NICOLAS DE STAEL
Alla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny, nel cantone svizzero del Vaud, in retrospettiva gli ultimi dieci anni della vita di Nicolas de Staël. Tutti i capolavori, concentrati tra il 1945 e il 1955. La guerra, gli stenti, la morte della moglie, il prodigio dell’arte e il successo internazionale, il suicidio.

De Staël compie il suo apprendistato studiando i maestri, fiamminghi e italiani, affinando la tecnica del disegno. Ma è la natura più dell’arte ad ispirarlo. Partendo da uno spunto naturalistico procede per astrazioni e le forme diventano piani di colore e materia, spesso stesa copiosamente con il coltello. La mostra documenta le fasi principali della produzione artistica dell’esule russo e soprattutto trasmette la sua divorantefuria creativa. Tutto ciò che vede lo ispira, un albero, i tetti, un paesaggio, una partita di calcio e tutto diventa colore. Una donna nuda sul letto è forma rapida e statica su campo rosso lacca, corpo flesso e profilo montuoso, sempre in equilibrio tra figurativo ed astratto. La pittura di de Staël è estasi ansiosa, è la bruciante necessità di fermare ciò che scorre. Un tuffo nella vita che porta inevitabilmente alla morte.