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Osip Brik , Lilya Brik, Vladimir Majakovskij in una foto di Rodchenko
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Cavalcata a briglie sciolte tra i fermenti prerivoluzionari, La
nuvola in calzoni emoziona e commuove per il vitalismo disperato con cui il
poeta-eroe offre alle emergenti masse urbane il proprio giovane corpo
sanguinante per una nuova redenzione. L’io
lirico dei versi majakovskiani è l’inevitabile punto di congiunzione di linee
che partono da Gesù Cristo, da Zarathustra e da Rimbaud. Il poeta e la folla,
che ancora una volta, orecchie e occhi ‘imbottiti di lardo’ (verso 575), al
redentore ‘preferisce Barabba’ (verso 505).
Viene riproposta La nuvola
in calzoni in una bella traduzione del sempre più autorevole e sicuro Remo
Faccani, con un ricco apparato di note. Ma le note non servono. Il poema si
legge – e si comprende – d’un fiato, è un grumo palpitante di lirismo
appassionato che fa vibrare il cuore. Già ad una prima lettura ci si rende
conto della perfezione del capolavoro. Istintivamente si coglie la forza
poetica di certi versi:
‘non uomo
sarò ma – nuvola in calzoni’
E questo è il segreto di tanta potenza: la naturale capacità di
concentrare in clausole fulminanti aspetti concreti e aspetti immateriali. Il poeta
è umano, è fatto di corpo, nervi e sangue, termini questi che ricorrono spesso
nei 724 versi del poema, ma ha anche un’essenza eterea, impalpabile di nuvola. Da
qui la geniale trovata della nuvola in calzoni, immagine che è emblema del Futurismo
e al tempo stesso ne rappresenta il vertice fino a superare lo stesso movimento
avanguardista. Altre antitesi
strutturano il poema come, per ricordarne alcune, io / voi, individuo /
folla, terra / cielo, uomo / Dio, anima
/ corpo, antitesi tenute coerentemente insieme dalla figura del Poeta e dalla
sua esaltazione nichilista, che solo nella patria di Dostoevskij poteva
giungere a simili esiti.
‘su quanto è stato fatto
io piazzo
un nihl’.
È veramente commovente che Majakovskij, a soli 22 anni, abbia potuto
concepire la poesia in questi termini. Dopo La
nuvola in calzoni il suo destino era inesorabilmente segnato.
I versi sono tratti da La nuvola in calzoni, a cura di Remo Faccani, Einaudi - 2012
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Majakovskij secondo Rodchenko
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