cinema

giovedì 10 aprile 2014

THE WAR ON DRUGS / SUN KIL MOON

LOST IN DREAMS - 2014
BENJI - 2014

The War On Drugs - Foto Dusdin Condren


Proprio mentre stavo riconoscendo la grandezza  di Nebraska, escono due nuovi album che con Springsteen hanno molto in comune.

Due band dal nome poco felice che in realtà nascondono due cantautori americani della nuova generazione più propensa ad incamminarsi su strade ben note che tentare ‘sentieri selvaggi’. Si prende quello che passa, dando un’occhiata a qualche testata di riferimento. Per entrambi i lavori le valutazioni sono molto alte (minimo 4 stelle).

The War on Drugs il nome del gruppo, Lost in Dreams l’album, Adam Granduciel l’autore. Ballate generalmente mosse, suono morbido e pulito e profondo, tendenza ad allungare un po’ troppo i tempi. Con la seconda traccia, Red Eyes, Granduciel scopre le carte e appare il Dylan ‘di mezzo’ , quello del periodo fine ‘70 – ’80. In quegli anni Dylan era alla ricerca di nuovi percorsi, esistenziali e musicali e si lasciava affascinare da gente tipo Mark Knopfler o Daniel Lanois. Uscivano dischi molto interessanti come Slow Train Coming e Oh Mercy, che altro non sono se non i sogni in cui Granduciel si perde. Con la terza traccia, Suffering, il ritmo rallenta, arriva Infidels e si affaccia anche Springsteen. Non ci saranno sorprese: banale pop-rock ben suonato e di facile ascolto, fatto di intrecci di chitarre e tastiere e qualche nota di sax per cercare di evitare il continuo ripetersi delle atmosfere e caratterizzare qualche brano. Ma è arduo uscire dalla monotonia complessiva.

Vale lo stesso discorso per Sun Kil Moon, gruppo, Benji, album, Mark Kozelek l’autore. Qui siamo al racconto. La prevalenza è della chitarra con la voce in primo piano per dare evidenza alle storie. Sono storie generalmente tristi in cui si parla di parenti morti, di funerali, di carneficine e casi di cronaca nera oppure di quanto amo mia madre e come voglio bene a mio padre, che belle cose facevo quando ero adolescente. Ma tutto è troppo verboso e compiaciuto. Si salva Ben's My Friend, la bella canzone che chiude un disco ripetitivo e autoreferenziale. I modelli, ancora i soliti cantautori americani e soprattutto Nebraska, restano molto lontani.


È difficile improvvisarsi artisti e mi sbilancio dicendo che di questi due album, dopo le attuali incoronazioni a capolavori, fra qualche anno non resteranno tracce.

Sun Kil Moon - Foto Valerio Berdini

2 commenti:

  1. se "Ben's My Friend" (ascoltato su youtube adesso) è la migliore, in disco non dev'essere indimenticabile...

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    1. ciao franz. è quello che penso anch'io

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