cinema

giovedì 16 gennaio 2014

THE POP GROUP

INTORNO A MARK STEWART 




1976 – 1979, periodo d’oro per la musica popolare. I Pistols danno lo scossone dall’interno del sistema, utilizzando i veicoli della TV di massa e dell’antifashion che diventerà immediatamente trendfashion. Il dado ormai è tratto, e va considerato che nei Pistols oltre a Sid c’era anche Johnny e quindi Pil.

Più credibili i Clash che dopo l’urto frontale di 1977 si metteranno a studiare  (“I  practised daily in my room…”) e si impongono quale secondo vertice di quello si sta configurando come un poligono musicale.  
Intanto la colonie caraibiche contaminano con le loro radici musicali l’incazzatura bianca inglese post-industriale ed ecco gli Specials.

Dall’altra parte dell’Atlantico ai Ramones si affiancano il funky intellettuale dei Talking Heads e la no-wave di James White. La scena newyorkese disegna il quarto vertice.

Mancano ancora alcuni elementi. Il post-punk dei Joy Division è uno di questi. Gli altri sono l’industrial noise dei Throbbing Gristle e delle band di Sheffield infine, last but not least, ecco le perfette simmetrie pop di Gang of Four e, soprattutto, di Partridge e Moulding.

Bene, la cornice è questa. Ma chi assembla tutto per dare origine al vero manifesto – incompreso – di quegli anni è un gruppo di Bristol. Nel 1979 esce Y, la summa della musica contemporanea popolare. Loro sono The Pop Group, chi altri? Ora possono iniziare gli anni Ottanta.

Aprile 1977 The Clash

Ottobre 1977 Never Mind The Bollocks

Aprile 1979  No New York

Aprile 1979 Y

Giugno 1979 Unknown Pleasure

Agosto 1979 Drums & Wire

Ottobre 1979 The Specials

Dicembre 1979 20 Jazz Funk Greats

Dicembre 1979 London Calling

Ottobre 1980 Remain In Lights



Colin Moulding e Andy Partridge, XTC
  

Throbbing Gristle
Brian Eno e James White Chance - No New York


2 commenti:

  1. dico solo.ma ti rendi conto di che razza di annate?????l'età dell'oro...!!!!!!!!!!!mi esprimo a iperboli e aggettivi come i bambini piccoli perché rileggendo quelle date, quei nomi, i risale quell'inaudito entusiasmo che caratterizzava le mie giornate allora..grazie per avermele fatte rivivere..per inciso..ho visto 4 anni fa Mark con i maffia qui a Forli..eravamo credo in 14..maffia,peraltro,sono doug wimbish,keith leblanc e skip McDonald,insomma tanta roba. uno dei più bei concerti che abbia mai visto...e alla fine ci ho pure parlato..da piangere dalla gioia..ah..negli album forse avrei messo anche il primo suicide e il primo devo.e 154...ma son quisquilie..ciao amico

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  2. eh sì, brazzz, verrebbe da dire 'formidabili quegli anni'. intanto sei un grande. hai visto mark stewart in concerto! poi, hai ragione, la mia è stata una scelta molto sintetica e ovviamente non ho citato diversa roba. i devo li ho amati molto ma li trovo datati, oggi non riesco a riascoltarli. alan vega e il primo suicide, pur riconoscendo la forza innovativa e seminale, non mi ha mai convinto più di tanto. i wire invece sono sempre stati per me un oggetto misterioso. un caro saluto

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